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Processo Lavorativo – Acquerello Shop

Processo lavorativo

Step 1

La lavorazione inizia con la preparazione dell’Arriccio. Si tratta di una malta, piuttosto irregolare e granulosa, fatta di calce e sabbia ed che ha due scopi: far si che l’Intonachino si aggrappi, grazie alla sua consistenza granulosa, e trattenere l’umidità cedutale dallo strato sovrastante.

Step 2

Al fine di renderlo più elastico per facilitare l’applicazione su una superficie non rigida, viene addizionato con una resina naturale, non tossica e biodegradabile, che non ne modifica le caratteristiche tecniche.

Step 3

Il tutto va impastato manualmente, aggiungendo a poco a poco l’acqua che serva, fino a raggiungere una malleabilità e consistenza “mielosa”.

Step 4

Si prende poi un pezzo di “Patta” di lino grezzo, la tela di fibra naturale normalmente utilizzata come supporto per gli affreschi strappati dalle pareti e trasferiti sia per esigenze di conservazione che di restauro, che va fissato su un sopporto non rigido (lastra di polistirolo ad alta densità) con dei chiodini ai quattro angoli.

Step 5

Su questo, con la cazzuola, si stende l’Arriccio che va distribuito uniformemente e tirato al meglio con il frattazzo, realizzando uno spessore uniforme di circa 3 millimetri.

Step 6

Il giorno successivo, quando l’Arriccio ha perso circa il 90% dell’acqua creando il presupposto perché attiri letteralmente il secondo strato umido di materiale, si stende la mano di Intonachino, preparato miscelando cemento, a grana finissima, con calce e una piccola parte di gesso per arrivare ad avere una superficie il più possibile liscia.

Step 7

Si predispone il colore selezionato, tutte terre minerali naturali frantumate in un frantoio successivamente polverizzate in un buratto con sfere in gres, in modo da poterlo utilizzare con uno “spolvero” da posare sul telo intonacato.

Step 8

Questo è il risultato che si ha con la tecnica del trasferimento del pigmento base dallo “spolvero” all’Intonachino.

Step 9

A questo punto, mentre il telo intonacato “riposa” su una tavola posizionata in una zona ventilata naturalmente in attesa che il materiale raggiunga una consistenza che ne permetta la manipolazione, si provvede a costruire il telaio in legno di pino stagionato e affumicato (per eliminare la presenza di possibili larve di parassiti) al quale andrà fissato.

Step 10

Prima, però, vanno rifiniti i bordi, togliendo l’eccesso di materiale, per permettere di graffitarlo sul suo spessore esterno.

Step 11

Questo bordo, va poi coperto con un listello antichizzato per ottenere la medesima finitura che solitamente si riscontra nelle opere originali strappate e trasferite su pannelli per consentirne la conservazione e l’eventuale esposizione.

Step 12

A questo punto, si passa alla finitura manuale su cavalletto. Qui sotto l’immagine, riproducente l’opera, utilizzata dal pittore per completare il lavoro.

Step 13

L’artista, sempre con pigmenti naturali diluiti in acqua sulla tavolozza e addizionati con una piccola percentuale di resina per garantire che si “fondano” con i colori di base, ripassa manualmente disegno e tinte, accentuando contrasti, dettagli e “intensità”, per riprodurre al meglio l’aspetto e lo stato attuale dell’originale.

Step 14

Dopo ore di lavoro, raggiunto il grado di finitura che ricalchi le caratteristiche dell’opera che si è voluto riprodurre, il pezzo viene siglato e messo ad asciugare sotto un getto d’aria calda accelerando il processo naturale di asciugatura, per indurre, del tutto casualmente, la formazione di micro crepature, che non compromettono la stabilità del materiale ma conferiscono quell’aspetto “antico” e “vissuto” che permette di avere una copia “conforme” all’originale.